Memento Audere...'s profileL'Angolo Di Chi Dice...PhotosBlogListsMore Tools Help

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    July 04

    Solo un attimo

    Non è tanto quello che ti chiedo, non è tanto quello che sto cercando, non è tanto quello che desidero, non è tanto quello che farei, vorrei solo un attimo... un solo attimo per vedere ancora una volta i tuoi occhi e sapere cosa ho lasciato dentro di te.
    Un attimo per sognare...
    Un attimo per amare...
    Un attimo per ripartire...
    April 17

    Nelly Furtado - Say it right

        

    August 22

    LA DECIMA FLOTTIGLIA MAS

    NONOSTANTE LA TRADUZIONE IN ITALIANO DI "MEMENTO AUDERE SEMPER", INSERITA COME SOTTOTITOLO AL MIO NICK DI MESSANGER, MOLTI DI VOI MI CHIEDONO ANCORA IL SIGNIFICATO DI QUESTA MASSIMA LATINA!
    PER TOGLIERE OGNI DUBBIO... VI SPIEGO DA DOVE HO PRESO SPUNTO.
     
    MAS è l'acronimo di Motobarche Armate SVAN, veloci motoscafi da guerra, di ideazione e costruzione italiana
    (SVAN era la fabbrica che li costruiva).
    I MAS avevano grandi dimensioni, erano armati con siluri, bombe di profondità o mitragliatrici ed erano progettati per funzioni di pattugliamento, antisommergibile o silurante.
    Durante la prima guerra mondiale, i MAS furono protagonisti di imprese divenute famose:
    l'affondamento delle corazzate austriache Wien nel porto di Trieste e Santo Stefano al largo dell'isola di Premuda
    (entrambi gli attacchi comandati da Luigi Rizzo)
     e diverse incursioni nei porti austriaci. Fra queste ultime passò alla storia la beffa di Buccari a cui partecipò anche Gabriele d'Annunzio.
     
    In quest'occasione il nome originale venne reinterpretato dal poeta con il motto
    Memento Audere Semper ( "ricordati di osare sempre");
    i MAS erano anche noti come "Motoscafi antisommergibile" e "Motoscafi armati siluranti".
    I MAS furono operativi anche durante la seconda guerra mondiale;
    risultati tuttavia poco efficaci in mare aperto, vennero sostituiti con le motosiluranti.

    Gli incursori compirono azioni mirabolanti, penetrando nelle munitissime basi britanniche del Mediterraneo di Suda a Creta, di Malta, di Alessandria e di Gibilterra e colpendo importanti bersagli, benché la loro attività non potesse certo rovesciare le sorti della guerra. 

    Sotto il comando di Junio Valerio Borghese, dopo l’armistizio dell'8 settembre 1943 il reparto fu posto al servizio della Repubblica Sociale Italiana.
    Abbandonato il mare, la Decima venne trasformata in milizia territoriale con compiti di repressione antipartigiana, soprattutto in Piemonte, nel Canavese, dove, guidata da ufficiali fanatici e spietati, si macchiò di azioni efferate cancellando così l’ammirazione che gli incursori erano riusciti a suscitare anche tra gli ex nemici con le loro imprese.
     
    CAPITO!? IMPARATE UN PO' DI STORIA...

    August 21

    LO STATO E DON RAFFAE'

    Prima pagina venti notizie,
    ventun'ingiustizie e lo Stato che fa,
    si costerna, s'indigna, s'impegna,
    poi getta la spugna con gran dignità,
    mi scervello e m'asciugo la fronte,
    per fortuna c'è chi mi risponde,
    a quell'uomo sceltissimo e immenso,
    io chiedo consenso a don Raffaè
     
    Fabrizio De Andrè - Don Raffaè - "LE NUVOLE" (1990)
    August 06

    GLI ERRORI DELLO STATO: L'INDULTO

    Pe chi non conoscesse bene la cosa,
    vi illustro io in due parole cosa sta succedendo ultimamente in Italia da quando
    il Parlamento ha detto SI all'INDULTO
     
    Prima però devo spiegarvi cos'è l'NDULTO, il "TORMENTONE" PARLAMENTARE DELL'ESTATE
     
    L'Indulto, è un provvedimento generale di clemenza, o per meglio dire, una delle cause di estinzione della pena, a norma dell'art. 174 del Codice Penale, con il quale lo stato condona la pena principale a persone già condannate.
    A norma dell’art. 79 della Costituzione,
    l’indulto viene concesso con una legge deliberata a maggioranza dei due terzi dei componenti di ciascuna Camera.
     
    Tale legge stabilisce inoltre i termini per la sua applicazione.
    L’indulto non può comunque riguardare reati commessi successivamente alla presentazione del disegno di legge che lo propone e,
    a differenza dell'amnistia, non si applica alle pene accessorie e non comporta l'estinzione del reato.
     
    Sintetizzando, possiamo dire che è un provvedimento di indulgenza a carattere generale e si limita ad estinguere in tutto od in parte la pena principale, che viene in tutto o in parte condonata oppure commutata in altra specie di pena consentita dalla legge e pertanto non estingue le pene accessorie,
     salvo che la legge di concessione non disponga diversamente e, a maggior ragione, lascia sussistere gli altri effetti penali della condanna.
     
    Lasciando stare per ora cosa sia l'amnistia, la grazia, ecc...
    Voglio farvi riflettere su questo provvedimento, a mio avviso,
    UNO DEGLI ERRORI PIU' GRANDI DELLO STATO
     
    E' giusto vedere di nuovo per strada delle persone che hanno commesso dei furti o altri tipi di reati concernenti il patrimonio,
    o altri tipi di reati, pensando che,
    possano rifarlo di nuovo?
     
    E' giusto togliere una misura alternativa alla detenzione carceraria (es. arresti domicilari) a qualcuno che non ha ancora imparato la lezione?
     
    E' giusto scarcerare dagli istituti penitenziari persone che non hanno avuto neanche il tempo di riflettere sui loro errori durante una "breve" detenzione?
     
    E' giusto rovinare il lavoro di sacrificio e dedizione nell'individuazione dei responsabili di un reato,
    svolto dalle Forze di Polizia,
    ed in particolar modo dai Carabinieri, di cui faccio parte?
     
    E' giusto vedere che si fa tanto per arrestare la gente e restituire un certo tipo di vivibilità allo Stato... ma non è altrettanto giusto vedere i nostri sforzi nella salvaguardia della Patria e nella difesa delle libere istituzioni resi vani da questo tipo di provvedmento!
     
    Guardate il TG... vedete cosa sta succendendo a causa dell'indulto: gente scarcerata per errore che si è data alla latitanza, persone che ricommettono gli stessi sbagli e continuano nel perseguire la loro condotta criminosa...
     
    Non è possibile che i Parlamentari che ci rappresentano permettano ad una cosa del genere di esistere... Le persone che eleggiamo, sono i nostri rappresentanti nel Governo, sono la nostra voce... e ora che cosa vuole la nostra voce? Che dei delinquenti continuino a girare per le strade liberi di compiere nuovamente errori?
     
    Riflettete bene... perchè i primi sconfitti da questa battaglia, siamo noi Carabinieri!

    Se volete lasciate un commento e ditemi la vostra...

    August 03

    RAFFAELE CUTOLO: 'O PRUFESSORE"

    Come sarebbe possibile parlare tanto della

    NUOVA CAMORRA ORGANIZZATA, senza approfondire un pò sul suo fondatore?

    RAFFAELE CUTOLO...

    Per chi dei miei lettori che non avesse mai sentito questo nome, Raffaele Cutolo, come illustrato di seguito,

    è stato il Boss della Camorra per eccellenza.

    Durante la mia infanzia ho sentito tante storie,

    ma mai una come quella che ha caratterizzato il mio interesse acceso per questo personaggio scaltro ed intelligente...

    Raffaele Cutolo

     

    «Non sono uno stinco di santo: ho fatto piangere e ho fatto del male a chi voleva farmi piangere e a chi voleva farmi del male.»

     

    (Raffaele Cutolo)

     

    Raffaele Cutolo (Ottaviano, Napoli, 20 dicembre 1941) è uno dei più noti boss della camorra.

    La "carriera"

    La sua lunga storia criminale sarebbe iniziata nel 1963 con l'omicidio di un ragazzo del suo stesso paese, che avrebbe insultato sua sorella Rosetta durante un litigio. Per questo reato Cutolo fu condannato in appello a 24 anni di reclusione. In seguito, avendo presentato ricorso alla Corte di Cassazione, fu scarcerato per decorrenza dei termini, restando però in attesa di giudizio.

    All'inizio degli anni '70 divenne un piccolo capetto della Camorra, dedito al contrabbando di sigarette ed al traffico di droga (sopratutto cocaina). In questo periodo, iniziò il percorso che lo avrebbe portato, nel giro di una decina d'anni, a diventare il numero uno della Mafia campana.

    Gli fu attribuito il soprannome di "'O professore" (secondo alcuni perché indossava gli occhiali, secondo altre versioni, invece, perché era uno dei pochi del suo ambiente che sapesse leggere e scrivere); forte del fresco titolo, ebbe l'intuizione di riunire tutte le famiglie della camorra napoletana per costituirne una potente organizzazione in grado di competere con la mafia siciliana.

    Il salto di qualità

    Nel 1970 gli fu confermata la condanna per l'omicidio del ragazzo di Ottaviano e Cutolo si diede alla latitanza. Restò in libertà per un anno, ma fu arrestato dopo un conflitto a fuoco con i carabinieri a Palma Campania e successivamente incarcerato a Poggioreale. Fu proprio nel carcere che Cutolo reclutò gran parte del suo esercito, che in breve tempo raggiunse le 5000 unità.

    Nacque così la "Nuova Camorra Organizzata" (NCO): un'organizzazione a metà tra la vecchia camorra di fine '800 ed un'istituzione militare. Inventò - secondo alcuni resoconti - anche un rituale di iniziazione, per il quale i nuovi adepti dovevano giurare fedeltà ripetendo un testo vagamente ispirato, che veniva reso "sacro" con l'ingestione di una goccia di sangue dal polso di un altro affiliato.

    Più tardi i pentiti riferono agli inquirenti che all'interno dell'organizzazione vi era un vero e proprio culto per "Il Sommo" (anche soprannominato "Vangelo" e "San Francesco"); i proventi di un qualunque "lavoro" (attività illegale) dovevano essere suddivisi tra gli autori, Cutolo stesso, ed una "cassa comune" destinata al mantenimento delle famiglie dei carcerati ed al pagamento degli studi dei loro figli più promettenti.

    La famiglia di Cutolo, spinta dal bisogno e dalla sobrietà, comprò un castello (composto da 350 stanze) ad Ottaviano, per una spesa di diversi miliardi di lire dell'epoca, presto adibito a quartier generale della NCO, che Cutolo provvedeva a dirigere direttamente dalle carceri di Poggioreale e di Ascoli Piceno. In tutte le carceri in cui fu trasferito, Cutolo condusse sempre una vita molto agiata: si è sostenuto che la sua cella di Poggioreale avesse addirittura la moquette ed un prestigioso quadro alla parete.

    Carcerazione virtuale

    A rappresentare Cutolo fuori dal carcere restavano i suoi fidi luogotenenti: la sorella Rosetta (che ufficialmente è ricamatrice di professione, ma che secondo le sentenze che in seguito la condannarono sarebbe a tutti gli effetti un vero e proprio boss della camorra), Corrado Iacolare ed Vincenzo Casillo (detto o' nirone).

    Quando ebbe bisogno di maggiore libertà di movimento, Cutolo si fece spostare al manicomio giudiziario di Aversa, grazie a perizie (suppostamente compiacenti) dello psichiatra forense Aldo Semerari (personaggio alquanto misterioso che si dice fosse legato ai servizi segreti e che fu poi coinvolto nelle indagini per la strage della stazione di Bologna).

    Il 5 febbraio 1978, una carica di tritolo fece saltare il muro di cinta dell’istituto di Aversa e Cutolo scavalcando le macerie riuscì a fuggire. Restò in libertà per un altro anno, affinando la densa frequentazione di colui che avrebbe eletto a suo scherano più fidato, Pasquale Barra, significativamente detto "'o animale". Il 15 maggio 1979 i Carabinieri trovarono il boss in un cascinale-bunker di Albanella e lo arrestarono. Rispedito a Poggioreale, Cutolo continuò a comandare anche dal carcere, procurando permessi ai suoi uomini di fiducia e comunicando quasi liberamente con l'esterno. La sua organizzazione sviluppava intanto i suoi interessi in molti settori: gioco d'azzardo, lotto nero, totonero, spaccio di droga, contrabbando di armi e sigarette, rapine, estorsioni, tangenti, truffe sui fondi CEE, biglietti falsi per lo stadio, furto e ricettazione, usura.

    Né con lo stato, né con le BR; forse...

    L'omicidio (il 14 aprile 1981) del direttore del carcere di Poggioreale, Giuseppe Salvia, che era stato schiaffeggiato e minacciato di morte in carcere dallo stesso Cutolo, fu moralmente attribuito al camorrista, che se ne suppone mandante. Poco dopo iniziò un rapporto di "collaborazione" tra Cutolo e lo Stato. Come sarà provato dalle indagini, Cutolo ricevette in carcere visite di importanti uomini di stato (ad esempio Flaminio Piccoli, Vincenzo Scotti ed Antonio Gava) e dei servizi segreti (prima del SISDE, poi, improvvisamente, avvicendati da quelli del SISMI). Sarebbe per effetto di un suo misterioso intervento che fu liberato l'assessore regionale democristiano Ciro Cirillo, che si trovava in località ignota, essendo stato rapito dalle Brigate Rosse di Giovanni Senzani.

    Su eventuali nessi fra il camorrista ed i terroristi che giustificassero i contatti, come sul suo reale ruolo nell'operazione, come ancora sull'ipotesi che lo stato abbia dovuto patteggiare con un criminale di tal fatta, sarebbe di lì in poi sempre restato sospeso uno sconcertante silenzio delle autorità.

    Un'eco di questa vicenda è stata però da taluni rilevata nella "strana" uccisione (1986) del vicequestore della Polizia di Stato Antonio Ammaturo ed il suo agente Pasquale Paola; Ammaturo infatti, fu ucciso dalle Brigate Rosse, ma la sua attività professionale non riguardava il terrorismo, occupandosi a tempo pieno di lotta alla camorra. Alquanto strano era quindi che le BR colpissero un funzionario per esse non pericoloso, quantunque fastidioso per la criminalità organizzata.

    Cutolo fu poi trasferito nel carcere di massima sicurezza dell'Asinara, in Sardegna, per forti pressioni di Sandro Pertini, allora capo dello stato.

    La terra trema, la camorra freme

    Il 23 novembre 1980 un disastroso terremoto colpì l'Italia meridionale (particolarmente l'Irpinia) e la criminalità organizzata si insinuò per intercettare almeno in parte sia gli aiuti di prima necessità che il fiume di soldi che fu stanziato per la ricostruzione (50000 miliardi di lire). La situazione di emergenza fece necessariamente conferire grande discrezionalità alle amministrazioni locali e rappresentò un terreno molto fertile per la camorra che lucrò sul mercato nero degli aiuti e soprattutto, sugli appalti per la ricostruzione.

    La camorra già gestiva propri istituti di credito ed aziende produttive, e si trasformò in breve tempo in una vera e propria holding del crimine, contro la quale in pochi osavano opporsi e chi lo faceva rischiava di pagare con la vita.Così pare sia accaduto a Marcello Torre, "reo" di aver bloccato l’assegnazione di un appalto per la rimozione delle macerie ad un'impresa della criminalità organizzata.

    Il fiume di denaro pubblico che seguì al terremoto del 1980, paradossalmente, segnò l'inizio della fine del dominio incontrastato di Cutolo. Anche le altre famiglie della vecchia camorra campana, come gli Zaza (affiliati alla mafia siciliana), i Giuliano di Forcella ed i Casalesi, volevano avere la loro parte: riuniti in un'associazione provvisoria detta "onorata fratellanza", presero perciò accordi con il braccio destro di Cutolo, Vincenzo Casillo, per una spartizione territoriale, ed in un primo momento fu loro assegnata la città di Napoli, mentre Cutolo tenne per sé la campagna. Ma l'accordo fu ripensato e Cutolo, oltre a cercare di riprendersi la zona di Forcella-Duchesca-Mercato-Via del Duomo, assegnata ai Giugliano-Marano, pretese una tangente sul contrabbando delle sigarette di 30000 lire a cassa. Gli Zaza non cedettero al ricatto e fu guerra.

    Nacque così una nuova organizzazione con l’obiettivo di contrastare i cutoliani. A comandare la "Nuova Famiglia" erano Lorenzo Nuvoletta, Carmine Alfieri, Umberto Ammaturo, Michele Zaza ed i fratelli Bardellino.

    La cappa di piombo

    Tra il 1980 ed il 1981 le vittime della guerra tra NCO e Nuova Famiglia furono circa 400, in media più di uno al giorno, cifra che sarebbe aumentata al ritmo di 250 all'anno in un'apoteosi di violenza senza precedenti. Casal di Principe, nel casertano, ottenne il sinistro primato di area urbana col più alto tasso di omicidi d'Europa; ma "brillava" anche per l'altrettanto singolare record di 17 consiglieri comunali su 30 sotto inchiesta per collusioni con la camorra.

    Nell'estate del 1981 presso la masseria dei Nuvoletta i boss si riunirono per cercare di porre fine alla mattanza. Dopo poco tempo i cutoliani uccisero Salvatore Alfieri e la guerra riprese, a tutti i livelli ed in tutti gli ambienti. Amche nelle carceri si dovettero prevedere due sezioni distinte: una per i cutoliani e una per quelli della nuova famiglia.

    I cutoliani erano in numero maggiore, ma quelli della Nuova Famiglia erano militarmente meglio organizzati e potevano contare sull'appoggio della mafia siciliana. Alcuni sostengono che il fattore decisivo per le sorti della guerra sia in realtà stata la graduale perdita di appoggio politico da parte di Cutolo.

    A perdere la guerra fu la NCO di Cutolo, i cui uomini passarono con la Nuova Famiglia o furono ammazzati, come Casillo che, forse per mano di Carmine Alfieri, saltò in aria nel quartiere di Primavalle a Roma (a poca distanza da Forte Boccea, che ospita uffici del Sismi), appena salito a bordo della sua nuova auto; la sua convivente, dopo poco tempo fu trovata murata in un pilone di calcestruzzo.

    La nuova famiglia continuò i suoi affari illeciti per alcuni anni, fino a quando fu anch'essa vittima di una guerra interna.

    Sit nomine

    Un libro sulla vita di Raffaele Cutolo, Un'altra vita, scritto da Francesco De Rosa, ha ricevuto l'onore di una prefazione scritta dal vescovo di Caserta Raffaele Nogaro.

    A Raffaele Cutolo è dedicata una delle più famose canzoni di Fabrizio De Andrè, intitolata Don Raffaè.

    A Raffaele Cutolo è anche ispirato il film di Giuseppe Tornatore del 1986: Il Camorrista.

    Bibliografia

    • Giuseppe Marrazzo, Il camorrista: vita segreta di don Raffaele Cutolo, Pironti 2005

     

    LA NUOVA CAMORRA ORGANIZZATA

    Mi sono prefisso di illustrare a chiunque visiti il mio Live Spaces, vari aspetti della mia vita, delle mie amicizie, della società in cui vivo e di tutto quanto di interessante possa riguardarmi e possa piacere hai miei lettori.

    Oggi, per cominciare, vi voglio parlare del clan che predominava negli anni '80 nella zona dei Paesi Vesuviani, specialmente ad Ottaviano (NA), dove ho vissuto il mio primo periodo da carabiniere, dove la sua influenza, anche se sembra estinta, ha ancora un forte potere psicologico sulla gente. Potere esercitato da "vecchi adepti", legati al nome della

    NUOVA CAMORRA ORGANIZZATA

     

    NCO

    ALIAS : Nuova Camorra Organizzata

    INFLUENZA : 10

    TIPO : Estinto

    ZONA : Tutta la Campania, il Molise, il foggiano e parte del barese; Milano e provincia

    BUNKER : Castello Mediceo a Ottaviano (NA)

    BOSS : Raffaele Cutolo "O' prufessore"

    NEMICI : La maggior parte dei clan esistenti in Campania negli anni 70 e 80

    Particolari

    Figura centrale di questa organizzazione è Raffaele Cutolo, nato a Ottaviano. Conosce presto le sbarre del carcere per un omicidio, ma trasforma uno scacco in un trampolino di lancio. Servendosi delle estorsioni dei suoi amici fuori di prigione, investe attentamente i soldi all'intemo per alleviare le condizioni dì giovani detenuti, spesso destinati a uscire presto. Cutolo usa anche il suo ascendente per comporre liti e dispute. I risultati non si fanno attendere: la popolarità tra gli ex-detenuti è altissima i legami di gratitudine sono molto saldi e un mare di danaro comincia ad affluire nelle casse del Professore. Le offerte in danaro sono però il primo passo per creare una falange di fedelissimi. La politica di alleanze è intensa e vivace: rapporti d'influenza, come visto, si sviluppano in Puglia e nel resto della Campania; ottimi sono rapporti con la 'ndrangheta; alleanze vengono strette con le bande lombarde di Renato Vallanzasca (il bel Rene) e Francis Turatello. Ormai nemmeno la reclusione ferma l'espansione delle attività economiche: gioco d'azzardo, lotto nero, totonero, spaccio di droga, contrabbando di armi e sigarette, rapine, estorsioni, tangenti, truffe sui fondi Cee, biglietti falsi per lo stadio, furto e ricettazione, usura: Cutolo è forte, la sua organizzazione cresce. Il professore decide di imporre una tassa persino sulle casse di sigarette a tutte le altre compagini malavitose in campo. Nel 1978 Michele Zaza (Mazzarella) e i suoi creano l'onorata fratellanza, ma Cutolo se ne infischia e infiltra i suoi in nuovi territori.

    Quando tenta di prendere i controllo della zona Forcella-Duchessa-Mercato-Via del Duomo, nelle mani dei Giuliano, questi si alleano con quelli di San Giovanni-Portici ed alla fine del 1979 scoppia la guerra tra Nco e Nuova Famiglia, una confederazione di clan creata ad hoc per eliminare i cutoliani. E' una guerra senza quartiere: nel 1979 si registrano 71 omicidi di marca camorrista; l'anno successivo sono 134 e salgono a 193 nel 1981, a 237 nel 1982, a 238 nel 1983, per scendere a 114 nel 1984. Quando nella Nuova famiglia subentrano anche i Nuvoletta, gli Alfieri, i Galasso, i Misso della Sanità e la quasi totalità dei clan camorristici campani del tempo, la guerra si conclude con un indebolimento dei cutoliani e con un rafforzamento della presenza camorristica nel napoletano. (Cdn)

    Pentiti

    • Mauro Marra, seminava terrore con il gruppo di Pasquale Scotti : nove gli omicidi confessati
    • Luigi Riccio capozona a Ponticelli
    • Mario Incarnato successore di Riccio a Ponticelli, ammise di aver partecipato all'omicidio del vice direttore del carcere di Poggioreale Salvia. La Nco gli uccise il fratello
    • Francesco Leonardo capozona ai Quartieri spagnoli
    • Antonio Fontana fratello del pentito Luciano
    • Alfonso Fontana fratello del pentito Luciano
    • Giovanni Melluso "o' bello" affiliato milanese
    • Salvatore Sanfilippo
    • Michele Tassini
    • Michelangelo D'Agostino
    • Andrea Villa
    • Vincenzo Esposito
    • Guido Catapano
    • Vincenzo Esposito affiliato della Sanità che conosceva la struttura della Nco in Puglia
    • Franco Di Monaco
    • Roberto Sganzerla affiliato milanese della banda Vallanzasca

     

    Uccisi

    • Vincenzo Casillo "'o nirone" ucciso il 29-1-1983, luogotenente di Cutolo, saltò in aria a Roma per una autobomba organizzata da Pasquale Galasso
    • Alfonso Rosanova ucciso nel 1982 per ordine di Carmine Alfieri, è considerato il padrino spirituale di Cutolo
    • Davide Sorrentino ucciso il 31-5-91, gli ammazzarono il fratello nel 1990
    • Antonino Cuomo ucciso il 31-1-80 ucciso per ordine di Cutolo
    • Albert Bergamelli ucciso nel 1981 Marsigliese, cassiere di Cutolo, fu ammazzato in carcere da Umberto Ammaturo
    • Antonio Lucarelli ucciso nel 1982
    • Giacomo Frattini ucciso nel 1982
    • Francesco Tamarisco ucciso il 16-6-96, 57 anni, fondatore del clan Tamarisco
    • Gerardo Mauro
    • Giuseppe Puca
    • Raffaele Musa ucciso trucidato in auto, in pieno centro a Ottaviano
    • Domenico Pagano ucciso il 30-07-06, 55 anni, fedelissimo di Cutolo, trucidato all'esterno di una salumeria di Ottaviano
    • Luigi Tessitore
    • Mario Cuomo ucciso l'11-10-90 luogotenente di Casillo
    • Simmaco Zarrillo ucciso il 20-5-92 ucciso dalla polizia in uno scontro a fuoco
    • Antonio Avvisati ucciso il 16-6-96, 52 anni 
    • Antonio Borrelli ucciso il 15-9-90
    • Alfonso Ramaglia ucciso il 14-9-90
    • Alfonso Avallone ucciso il 13 9-90
    • Paolo Dongo ucciso nel 1982 ucciso col figlio per ordine di Cutolo perchè non era ancora riuscito ad ammazzare il killer di Bergamelli, Umberto Ammaturo
    • Armando Visone ucciso nel 1982
    • Antonio Di Matteo ucciso il 18-4-82 fu impiccato nella sua cella per ordine di Cutolo
    • Giuseppe Romano ucciso il 27-12-81 ucciso col figlio per ordine di Cutolo, era l'amante della sorella di Cutolo, Rosetta
    • Sabino Falco massacrato nel carcere di Milano dalla mafia catanese, imparentata e alleata dei calabresi Tripodo
    • Errico Madonna ucciso il 7-10-93 Avvocato di Cutolo
    • Salvatore Iacone ucciso il 4-10-88 a 54 anni, suocero di Raffaele Cutolo
    • Roberto Cutolo ucciso il 24-12-90 figlio di Raffaele
    • Aldo Semerari ucciso il 1-4-82, psicologo, si occupava delle false perizie in sede processuale

    UN SALUTO

    Volevo fare un saluto a tutti i miei colleghi e, chi come me,
    ha intrapreso di recente questa sfida della società.
     Vi ringrazio per essermi stato vicino e per come ci siamo divertiti... sia per la strada, sia nei reparti di istruzione...
    Un saluto speciale va a i miei carissimi amici e colleghi che mi hanno accompagnato a
    Fossano (CN) e Benevento (BN)... e ricordate...
    "Il nemico, non è il superiore o il collega che vi sta accanto!"

    SPUNTO DI RIFLESSIONE

    Molti penseranno ancora che sia stato un pazzo a fare una scelta del genere; molti pensano che sia sbagliato vivere la vita come la vivo io; molti mi hanno incoraggiato, molti mi hanno deluso, molti mi hanno tradito...
    Nella vita capita spesso, di trovarsi di fronte ad un bivio: l'unica cosa da fare è scegliere: io ho scelto di seguire questo grande ideale ed accantonare altri progetti più futili. Non ho scelto di vivere tra 100 giorni da pecora e 1 da leone... ho scelto di vivere 365 giorni all'anno (366 in quelli bisestili) da eroe... nel mio piccolo... aiutare chi ne ha bisogno, tendere la mano a chi te la chiede, dare una parola di conforto a chi la cerca nella tua voce.
    Molti pensano che il mio mestiere sia fatto di corruzione, di abusi di potere, di male e invidia... Io dico a tutte quelle persone che sono fuori dal mio mondo... proprio come lo ero io prima... di continuare a credere che la Giustizia è grande e che, prima o poi, chi ha fatto del male in questo mondo, anche se ora sembra che non sia punito, un giorno, avrà quello che si merita!
    Non abbandonate l'idea di Giustizia e credete nella forza dello Stato... lo Stato siamo noi!
    Uscite all'anonimato e vivete ogni giorno come se fosse l'ultimo della vostra vita... aiutate anche voi chi ha bisogno e confortate chi vi chiede conforto...
    Non c'è bisogno di una pistola o di una divisa, non c'è bisogno di avere le manette o manganelli... c'è bisogno di voi nel mondo.
    Lottare la criminalità significa capire che quello che si vede davanti agli occhi è sbagliato: la mafia, la camorra, la 'ndrangheta e le altre organizzazioni criminali e terroristiche, hanno solo potere psicologico.
    Non bisogna avere paura di essere trucidati, feriti o minacciati... bisogna reagire al male che c'è nella società. Io sono solo una goccia in mezzo al mare e, nel mio cuore, so di aver fatto la scelta giusta...
    Voi siete altrettante gocce in mezzo al mare... e spero che anche voi facciate la scelta giusta. Non sto a dirvi cosa sia sbagliato o meno... scegliete... passate il bivio... nel modo migliore che credete!

    LA SCELTA

    "Lo Stato, quando c'è, faccia quello che deve e può; ma, per i singoli, l'onore è sottrarre la propria condotta alla gravitazione dei fatti.

    Come la fede religiosa, è una realtà solo per chi lo sente: noi lo sentiamo e ad esso abbiamo consacrato la nostra vita.

    Il nostro sacrificio è necessario per riscattare le colpe che furono commesse.

    Così vuole la Storia, e la parola redenzione non ha altro significato".

    PER L'ONORE...